Nubi “orografiche” in pianura?

Un momento particolare – forse

Verziano (Brescia), mattina di Venerdì, 29 Marzo 2019.

Una bella giornata, già dalle 0730, quando arrivo. Fresca, però, cosa che sarà confermata in pieno nelle ore successive.

Il depuratore A2A è lì, e non da segno di sé. Nessun odore. Nessun suono. Sta funzionando a pieno ritmo, lo so bene.

Anche la stazione micro-meteorologica sta funzionando. Un punto di misura molto importante, con un SODAR a sorvegliare costantemente l’andamento del vento in quota (le emissioni del termovalorizzatore non sono lontane), e un anemometro ultrasonico tri-assiale a tastare in ogni istante lo stato della turbolenza dell’aria, la sua capacità di diluire inquinanti.

Ma per una volta non vorrei parlare di tecnologie complicate.

Bastano, in effetti, gli occhi

 

Ambiente peri-collinare…

Brescia è ai piedi delle colline. E la località Verziano, protesa nella pianura, non fa eccezione: le colline, da qui, si vedono bene. Potresti quasi toccarle.

Quanto vediamo nel video è, con grandissima probabilità, condizionato da questo fatto.

Cosa vediamo, appunto. Sulla sinistra c’è il minuscolo castello del SODAR, ed a fianco dell’albero a centro inquadratura, spostato leggermente verso sinistra, il traliccio della stazione micro-meteorologica. Bene: per una volta, non guardateli.

Concentrate, invece, tutta l’attenzione verso il cielo.

E troverete una sorpresa (o forse no, per chi abita da queste parti): nubi a bande, che si formano e dissolvono mantenendo ferma la loro posizione, come accade nel caso delle nubi orografiche.

Solo, che sotto non ci sono colline: solo pianura!

La mia interpretazione è, che quando il video è stato girato le nubi erano avvolte in aria stratificata in modo molto stabile, con una circolazione generale che proveniva dalle colline.

Il “salto idraulico” sperimentato dal vento all’incontro con la pianura ha indotto la formazione di ondulazioni nell’aria stabile. E queste hanno condizionato la circolazione, impartendo al vento una componente verticale oscillante, se seguiamo l’evoluzione di una particella nel senso Lagrangiano.

Quando l’aria raggiunge le creste più alte delle onde, si raffredda abbastanza da provocare condensazione. Cioè, la formazione di nubi. Scendendo, poi, si scalda nuovamente e le goccioline di condensa tornano in fase gassosa, e spariscono alla vista.

Se davvero le cose stanno così, allora non stiamo parlando di nubi orografiche, ma di un fenomeno molto, molto parente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *